bologna 2004 relazioni

   IAML Italia

 11. Convegno annuale, Bologna 7 maggio 2004

 

Abstracts e relazioni                                                              

L’Indice 2 di SBN

  • Massimo Gentili-TedeschiProblemi e prospettive della catalogazione musicale

Diritto d’autore in biblioteca: il prestito

  • Federica RivaIl prestito dei documenti musicali nelle biblioteche italiane
  • Miriam Scarabò (Presidente AIB)La direttiva 92/100 e la campagna contro l’introduzione del prestito a pagamento

Il manuale di catalogazione musicale (coordina Fiorella Pomponi)

  • Relazioni dei coordinatori dei gruppi di lavoro:
    • Documenti sonori (Fiorella Pomponi)
    • Musica a stampa (Marcoemilio Camera)
    • Manoscritti musicali (Massimo Gentili -Tedeschi)
    • Libretti per musica (Tiziana Grande)
    • Titolo uniforme (Fiorella Pomponi)

L’evoluzione del progetto IRMA per il censimento degli archivi musicali in Italia

  • Relazione del coordinatore Licia Sirch
Antonio CarocciaIl Coordinamento delle biblioteche, archivi, mediateche, musei e centri di documentazione musicale della Campania

 IAML Italia – 11. Convegno annuale, Bologna 7 maggio 2004

 

Massimo Gentili-Tedeschi
Problemi e prospettive della catalogazione musicale

Tre sono gli argomenti di attualità nel campo della catalogazione musicale: la revisione del codice di catalogazione nazionale RICA (per cui si veda il resoconto dell’intervento di Fiorella Pomponi), lo sviluppo del formato Unimarc e l’evoluzione di SBN.


Sviluppo del formato Unimarc

Nel corso degli ultimi quattro anni il Gruppo italiano Unimarc musica presso l’ICCU ha avanzato delle proposte di adeguamento del formato Unimarc per introdurvi alcuni elementi specifici della catalogazione musicale, ampliando campi esistenti o creandone di nuovi. Le proposte, discusse anche dalla IAML e da altri gruppi di lavoro nazionali, sono state esaminate dal Permanent Unimarc Committee che nell’ultima riunione e definitivamente approvate nella quasi totalità.
        Si tratta di nuovi campi per a) l’incipit musicale, b) il mezzo di esecuzione, e dell’ampliamento dei campi per a) le forme musicali e la tonalità/modo, b)la presentazione della musica (con annesso glossario multilingue), c) la data di rappresentazione, registrazione o rimasterizzazione, d) la citazione bibliografica; sono stati infine inseriti nuovi codici per identificare i libretti e i libri liturgici. La IAML è stata delegata al mantenimento dei codici. Sono state invece rinviate le proposte sui campi codificati riguardanti i manoscritti musicali, perché si è ritenuto più opportuno inglobarle in una più ampia serie di adeguamenti del formato per i manoscritti. Il gruppo italiano è stato anche incaricato di redigere in tempi brevi le linee guida per il trattamento del materiale musicale.

Il manuale Unimarc è disponibile sul sito dell’IFLA, http://www.ifla.org/VI/3/p1996-1/sec-uni.htm.

 

L’evoluzione di SBN: la migrazione di Musica in Indice 2

Il 21 aprile scorso la base dati Musica è migrata nell’Indice 2 di SBN. Le notizie migrate rappresentano oggi circa il 10 % del patrimonio catalogato in SBN, per cui la migrazione stessa può essere considerata come una della maggiori effettuate dal sistema.

Qualche cifra:

  • 352.417 notizie di edizioni musicali
  • 251.6124 notizie di manoscritti musicali
  • 390.227 titoli uniformi di musica o convenzionali effettivi, depurati dai “generici”
  • 88.281 nomi di musica che non si sono schiacciati su quelli SBN
  • 51.098 nomi interpreti.

Per poter migrare in SBN sono state effettuate alcune operazioni di pulizia delle notizie presenti in Musica, mente altre dovranno essere compiute in futuro. Gli interventi più importanti hanno riguardato:

– Titolo uniforme: il titolo convenzionale che nei record di tipo “Musica” è suddiviso in campi separati è stato trattato con un algortimo automatico per poter essere visualizzato in polo come un titolo A.
      I titoli uniformi musicali dovranno essere sottoposti ora a bonifica per sistemarli (e ridurli sensibilmente di numero con i necessari accorpamenti), e per legarli anche alle notizie di musica provenienti da Libro moderno e antico.

– Nomi: La migrazione è stata preceduta da una fase di pulizia dei nomi presenti in Musica, in cui sono stati impegnati l’ICCU e l’URFM a partire da maggio 2003, e che ha comportato lo schiacciamento di alcuni nomi di Musica sui nomi già presenti in SBN. Tra le conseguenze di questa operazione si segnala:

  • la perdita dei dati relativi alle date di nascita e di morte nei nomi presenti in Musica schiacciati sui nomi in SBN.
  • l’accorpamento di nomi diversi sotto un’unica forma.

In conseguenza sarà ora necessario un progetto per un ulteriore lavoro di controllo, condotto dalle biblioteche che possiedono il personale, il materiale e gli strumenti specializzati.

 

L’evoluzione di SBN: il colloquio Indice2 – Poli

L’attivazione dell’Indice2 ha come conseguenza la realizzazione di molte nuove funzioni, prima fra tutte, e già avviata, la possibilità di condividere e gestire le notizie di musica a livello di polo. Ma molto resta ancora da compiere e i problemi da affrontare sono parecchi. Bisogna infatti tenere presente che, mentre l’indice ha attivato o sta attivando tutte le nuove funzioni, i poli sono ancora tutti da aggiornare, e i protocolli di dialogo polo-indice sono ancora quelli della vecchia versione.

 

Cosa cambia con la migrazione di Musica in Indice 2

  • Per le biblioteche non in SBN:

la connessione Telnet3270 in emulazione di terminale, utilizzata dalle biblioteche per gestire le notizie esistenti in base-dati Musica, non è più attiva. In futuro le biblioteche autorizzate potranno attivare le stesse funzioni utilizzando l’Interfaccia Diretta (vedi oltre). 

  • Per le biblioteche in SBN:

le notizie provenienti dalla base-dati Musica sono entrate in Indice 2 e sono per il momento visibili attraverso le procedure di polo nella linea di catalogazione Libro moderno, con BID MUS o MSM (edizioni o manoscritti musicali). Attualmente in Polo non è visibile però l’intera notizia ma soltanto un subset del record presente in Indice 2. Perché si possa vedere il record nella sua completezza è infatti necessario che il Polo abbia attivato il profilo “Musica”, possibile solo con il nuovo protocollo.

 

Genere notizia, tipo record, tipo materiale

Con l’unificazione delle basi dati, la scelta di catalogare un documento non avverrà più con la scelta di una base dati particolare (ad esempio antico o moderno), ma definendo, oltre al Tipo di record (quello che in SBN viene definito “genere”, ora adattato ai codici Unimarc – ad es. la musica a stampa ha codice “c” e non più “9”), il Tipo materiale, in pratica l’insieme di dati specialistici che il catalogatore o la biblioteca può decidere di aggiungere alla descrizione. Per la musica, definire una notizia “U”, cioè di tipo materiale “Musica”, significa ad esempio poter gestire il titolo convenzionale “Musica”, suddiviso in tutti i suoi sottocampi, oltre che le note strutturate sulla rappresentazione.

 

Avvertenze per la catalogazione

Si riassumono e si precisano le indicazione ad oggi fornite dall’Iccu:

Nomi: il codice di responsabilità 0, utilizzato per i nomi privi di responsabilità sulla pubblicazione (es.: i dedicatari, gli interpreti, ) sono per ora gestiti in Indice ma non in Polo. L’ICCU consiglia di usare la responsabilità 3.
        I nomi sono stati sottoposti ad una verifica molto veloce, e si sono verificati schiacciamenti errati. Prima di legare un nome è quindi bene verificare se le notizie ad esso collegate siano compatibili con quella che si sta catalogando.
        Tutti i nomi saranno da verificare ancora, ma si deve aspettare l’attivazione dell’Interfaccia diretta.

Titoli A: dovranno essere tutti sottoposti a verifica. Sono stati predisposte delle funzioni di creazione di liste proprio a questo scopo.

Musica a stampa: Su richiesta della IAML-Italia l’ICCU è intervenuto su Indice 2 indicizzando l’Area specifica della musica stampa nella linea di catalogazione Libro moderno. Ciò consente a quei poli in cui l’area non era visibile, come ad esempio nel polo SBN-Lombardia, di adeguare subito il proprio software per rendere visibile l’area specifica della musica a stampa, senza dover attendere la ridefinizione dei nuovi protocolli di colloquio Indice 2- Poli.

Notizie duplicate: la migrazione di Musica in Libro moderno ha causato delle duplicazioni che si vanno a sommare alle duplicazioni preesistenti in Musica e a quelle preesistenti in Libro Moderno.
        Nel caso si debba catalogare un record presente in Indice 2 con notizie duplicate, scegliere comunque il più completo, tenendo presente il fatto che le notizie di musica vanno privilegiate in quanto contengono i nomi con i codici di relazione e possono comprendere dati non visibili dal polo.
        Anche la bonifica delle notizie sarà da compiere sull’intera base dati.

Manoscritti: è oggi possibile catturare da Indice 2 e importare in polo le notizie relative ai manoscritti musicali posseduti da una determinata biblioteca ed aggiornarne la catalogazione aggiungendo, ad esempio, il numero di inventario. Per la creazione di nuove notizie è ancora attiva la catalogazione attraverso la procedura su PC (vedi oltre).

Libretti per musica: In Indice 2 sono ora presenti:

  • i libretti provenienti dalla base dati Musica, riconoscibili come testi a stampa con BID MUS, in buona parte dotati di un buon reticolo di nomi collegati e di una descrizione dettagliata, anche se non tutto è attualmente visibile in polo.
  • i libretti ad oggi catalogati in SBN in Libro Antico o in Libro moderno. Tali notizie non sono oggi identificabili se non dall’analisi del titolo, poiché mancano di un codice specifico.

Anche nel caso dei libretti occorrerà un lavoro di revisione della base per eliminare le duplicazioni.

 

Tra i passi da compiere:

  • la definizione (imminente) del formato Unimarc nazionale per i materiali musicali, indispensabile al colloquio Polo-Indice con il nuovo protocollo;
  • l’adeguamento dei Poli al nuovo protocollo, dipendente dalle scelte dei poli;
  • la creazione nei poli di un profilo “musica” per la gestione completa del materiale musicale.

Dal momento che quest’ultimo dipende pure dai singoli poli, è opportuno che le biblioteche interessate alla catalogazione delle musica siano in contatto con i responsabili del proprio Polo SBN per sollecitare l’adeguamento del protocollo. Durante tutto il periodo di transizione saranno attivi entrambi i protocolli, vecchio e nuovo.

 

Progetti di ampia portata

Vanno discussi con il Polo e tra Polo e ICCU.
        Possibilità di catturare automaticamente in polo i record localizzati in una biblioteca, creando automaticamente un numero di inventario e riportando correttamente la collocazione. È un lavoro di estrema importanza, soprattutto per le biblioteche che possiedono grandi quantità di materiale catalogato in b/d Musica, ma che richiede lo sviluppo di software da parte dei poli e comunque un lavoro preliminare di controllo delle collocazioni.
        I lavori più urgenti e importanti sono quelli di revisione e mantenimento dei dati: i nomi, i titoli uniformi, le notizie duplicate. Si tratterà di lavori da effettuare nell’ambito della cooperazione, e andranno affrontati naturalmente da parte di biblioteche e bibliotecari dotati dei necessari repertori e della dovuta specializzazione.

 

L’Interfaccia Diretta

La connessione TN3270, attraverso la quale era possibile operare correzioni sul sistema centrale, è stata sostituita dall’Interfaccia Diretta che costituisce lo strumento principale per operare sulla banca dati centrale del nuovo sistema Indice SBN consentendo, agli utenti autorizzati dall’ICCU, ricerche e operazioni di bonifica e di servizio.

Il sistema, attualmente in fase di prova e soggetto a ulteriori modiche, dovrebbe entrare a regime entro l’estate.
        Si tratta di un applicativo java con queste caratteristiche fondamentali:

  • consente di effettuare ricerche mirate sulle specifiche esigenze del bibliotecario
  • consente di visualizzare l’intero reticolo di una notizia, di navigare entro il reticolo e di correggerne tutti gli elementi;
  • consente di accorpare notizie e record di autorità;
  • consente di localizzare i record aggiungendo collocazione, inventario e note, anche per le biblioteche non SBN, purché dotate di un codice di Anagrafe (facile da ottenere);
  • consente di trattare tutti i tipi di materiale, inclusa la musica;
  • consente di monitorare le possibili duplicazioni, gli errori di catalogazione e la produzione attraverso la produzione di liste statistiche (le cosiddette BIS);
  • consente di effettuare import e export di dati;
  • MA NON consente la creazione di nuove notizie di base (cioè nuove monografie). Le notizie di base possono solo essere create attraverso le normali funzioni di polo (per le biblioteche SBN) o attraverso l’import di dati (come avviene con i record creati con le procedure su PC).

Non è quindi (salvo ripensamenti auspicabili) uno strumento adatto alla catalogazione, anche se potrebbe prestarsi benissimo allo scopo, sostituendo con molta efficacia la procedura Musica su PC.
        L’interfaccia diretta è dunque uno strumento utile sia a livello centrale per il monitoraggio e la bonifica dei dati, sia per le singole biblioteche che debbano provvedere alla localizzazione e/o correzione di proprie notizie già presenti in Indice. Non è invece adatta ad eseguire ricerche bibliografiche.
        Inutile dire che nel momento in cui agirà sulla base dati di produzione, l’Interfaccia sarà dotata di sistemi di sicurezza e l’accesso sarà possibile solo a bibliotecari e biblioteche dotati di particolari autorizzazioni, modulate su specifici profili.

 

La catalogazione off-line con la procedura SBN-Musica

La procedura di catalogazione SBN-Musica su PC è ad oggi utilizzata da biblioteche SBN e non in SBN principalmente per la catalogazione dei manoscritti musicali. La creazione dell’Indice 2 implica la realizzazione di una nuova procedura di scarico dei dati. L’ICCU ha garantito il riversamento dei dati in Indice 2, ma secondo modalità di diverse da quelle utilizzate sino ad oggi. Per evitare problemi di duplicazione, di disallineamento dei dati codificati e di pulizia degli archivi di autorità (specialmente i nomi), le notizie consegnate saranno per forza di cose oggetto di un prescarico; e saranno quindi riconsegnate alle biblioteche che le hanno prodotte per essere pulite ed essere quindi restituite definitivamente all’ICCU.
        Si raccomanda per quanto possibile di non utilizzare al procedura per la catalogazione di musica a stampa, onde evitare la duplicazione delle notizie e problemi sui legami gerarchici.

 

Opac

Per quanto riguarda la musica, l’Opac non è stato aggiornato da tempo, mentre i nomi vengono aggiornati regolarmente.

 

P.S. Le linee di tendenza dopo Bologna

Alcune cose si vanno muovendo: è allo studio all’ICCU la possibilità di convocare un gruppo di bibliotecari musicali nell’ambito del Comitato di gestione SBN per affrontare i problemi della musica. L’ICCU sta anche affrontando le soluzioni ai problemi emersi, discussi nel Comitato di gestione SBN in giugno e riassunti anche in una relazione di MGT. Si raccomanda l’invio all’ICCU (al direttore o a Gisella De Caro) di segnalazioni di problemi riscontrati in SBN (ad esempio nel dialogo polo-indice, nella corretta visualizzazione delle notizie, nelle localizzazioni, nel reticolo dei legami), citando sempre dei BID di esempio e/o il numero di record su cui il problema si è o si può essere verificato.

 

Il futuro della manutenzione dei dati

La discussione ha infine toccato il tema della cooperazione nella catalogazione partecipata. La possibilità di effettuare catalogazione partecipata del materiale musicale consenta di organizzare la cooperazione tra le biblioteche musicali attive in SBN. Tra i possibili progetti comuni F. Riva ha segnalato l’importanza del recupero del pregresso della cosiddetta musica pratica, cioè del posseduto di musica generalmente collocato per organico, ipotizzando il coordinamento del recupero del pregresso procedendo appunto per organico. M. Camera e M. Amato hanno osservato che a tal fine è necessario poter disporre della piena visibilità dei record musicali in Indice e in Polo e che quindi, in attesa delle nuove procedure di colloquio Polo – Indice 2, è conveniente concentrare gli interventi di catalogazione su altri tipi di materiale.

 

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Federica Riva
Il prestito dei documenti musicali nelle biblioteche italiane

Le norme sulla riproduzione e sul prestito hanno subito negli ultimi dieci anni importanti modifiche ed hanno sancito un trattamento differenziato per la musica a stampa rispetto ai libri.
        Si è passati infatti dalla L. 159/1993 – in cui le possibilità di riprodurre la musica a stampa erano più ampie che per i libri – alla L. 68/2003 che sancisce l’esclusione della musica protetta da diritto d’autore dalla riproduzione e dal prestito.
        In particolare: la L. 159 introdusse la possibilità di riprodurre la musica non acquistabile sul mercato e la musica utilizzata per esecuzione dalle associazioni non a fini di lucro, estendendo a queste ultime le deroghe esistenti nella legge quadro sul diritto d’autore (L. 633/1941) per le attività di studio e di ricerca. Bisogna tenere presente che, all’epoca, molte associazioni concertistiche erano configurate come associazioni non a fini di lucro, per cui la normativa di fatto liberalizzò la fotocopiatura della musica protetta per gran parte delle attività musicali.

L. 159/1993 art. 2: «Non è considerata a fini di lucro l’utilizzazione di riproduzioni di testi musicali per attività didattica, di studio e di ricerca, ivi compresi esercitazioni e saggi per le attività musicali amatoriali e per quelle svolte da associazioni e fondazioni senza scopo di lucro, nè l’utilizzazione per altre manifestazioni pubbliche di testi musicali che non siano acquistabili sul mercato.» 

Per reazione l’anno successivo il decreto legislativo n. 683/1994, modificando l’art. 69 della L. 633/1941, introdusse l’esclusione del prestito della musica a stampa, al fine di ostacolare di fatto la fotocopiatura dei libri presi in prestito dagli utenti nelle biblioteche. Si interveniva, cioè, limitando un servizio pubblico per condizionare i comportamenti privati dei singoli cittadini.
        Per ottenere questo scopo il Governo italiano dovette interpretare in maniera contraddittoria la direttiva europea 92/100 concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale, inserendo la rigida normativa sulla musica a stampa protetta all’interno di un quadro liberale, in cui si consente a tutte le biblioteche pubbliche italiane di effettuare gratuitamente il prestito delle opere protette.
        La regolamentazione della fotocopiatura si attuò in Italia qualche anno dopo con la legge 248/2000 che, modificando l’art. 68 della L. 633/1941, introdusse la limitazione del 15% nella riproduzione di ciascun volume (o fascicolo di periodico) delle opere protette e l’obbligo per le biblioteche di pagare un compenso forfettario alla SIAE. Con l’occasione venne abolita la L. 159: la normativa sulla musica a stampa veniva così ricondotta nell’ambito della normativa generale, venendo a cadere l’estensione alle associazioni non a fini di lucro delle prerogative previste per il diritto allo studio e di ricerca. Contemporaneamente la legge 248 riformulava la deroga prevista per le opere rare o fuori catalogo in termini meno espliciti di quelli previsti nella L. 159 (testi musicali che non siano acquistabili sul mercato).
        Tale scenario venne ancora una volta ribaltato dalla successiva L. 68/2003, emanata in applicazione della direttiva europea 29/2001 Sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione. La L. 68/2003, nel riscrivere completamente gli art. 68 e 69 della legge quadro sul diritto d’autore, ha introdotto per la prima volta un divieto esplicito di riproduzione della musica a stampa protetta (fermo restando il divieto di riproduzione di spartiti e di partiture musicali, art. 68 comma 3), sottintendendo che un divieto fosse già stato implicitamente introdotto con l’abolizione della legge n. 159.

In conclusione: oggi in Italia la musica a stampa protetta da diritto d’autore può essere prestata o riprodotta solo in presenza del consenso del detentore del diritto, tenendo conto che quest’ultimo è più spesso impersonato dall’editore che dall’autore. Infatti è uso che l’autore ceda all’editore nel contratto di pubblicazione anche il diritto di prestito.

Tali rigidi vincoli implicano alcune importanti conseguenze:

  • la discriminazione della musica a stampa rispetto alla produzione libraria in generale ed alla musica registrata;
  • un’ulteriore limitazione della circolazione della musica stampata, già gravata in Italia da una distribuzione assai carente.
  • la discriminazione della musica all’interno del diritto allo studio, che non trova quindi nella legge italiana sul diritto d’autore la tutela auspicata dalla legge europea.

 

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Miriam Scarabò (Presidente AIB)
La direttiva 92/100 e la campagna contro l’introduzione del prestito a pagamento

Il Presidente dell’AIB ha esordito ricordando l’impegno dell’Associazione Italiana Biblioteche nel sostenere il riconoscimento professionale dei bibliotecari, attuato anche tramite iniziative come l’albo professionale italiano dei bibliotecari (http://www.aib.it/aib/cen/albohome.htm). Tre sono le iniziative recenti: il documento sulle Linee di politica bibliotecaria per le autonomie, firmato dai rappresentanti istituzionali nell’ottobre 2003 e presentato a Parma il 5 marzo scorso; la recentissima legge 40/2004 della Regione Friuli-Venezia Giulia, in cui sono previsti interventi sulla formazione a sostegno delle professioni; e la costituzione di una Federazione delle associazioni professionali bibliotecarie, cui hanno già aderito, oltre alla IAML-Italia, l’Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata (AIDA), l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), l’associazione Bibliotecari Documentalisti Sanità (BDS), il Gruppo Italiano Documentaristi dell’Industria Farmaceutica e degli Istituti di Ricerca Biomedica (GIDIF).

Anche sul tema del prestito l’attenzione dell’AIB è sempre stata vigile. Il prestito a pagamento potrebbe essere introdotto in Italia in seguito alle osservazioni mosse dalla Commissione europea contro sei stati membri (Italia, Spagna, Francia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo) le cui leggi nazionali non avrebbero applicato correttamente la direttiva 92/100 sul diritto di noleggio e di prestito. Per quanto attiene l’Italia, il rilievo consiste nel ritenere eccessiva l’estensione a tutte le biblioteche pubbliche italiane della deroga al pagamento del prestito. Tale ampia deroga fu inclusa nel decreto legislativo n. 685/2004 anche su interessamento dell’AIB, presieduta all’epoca da Tommaso Giordano.

Il prestito a pagamento, presente in Europa nei paesi nordici, rappresenta una forma di assistenza all’editoria. Esso è per altro assente nei paesi dell’est europeo entrati a far parte dell’Europa il primo maggio 2004.

In realtà le biblioteche italiane già sostengono gli autori in forme diverse dal pagamento dei diritti di prestito, ad esempio tramite l’acquisto annuo di 7 milioni di volumi o garantendo la disponibilità delle opere ben oltre le brevi campagne pubblicitarie realizzate al lancio di una nuova pubblicazione. Una recente indagine internazionale dimostra che i proventi del prestito sono utilizzati più per finanziare le società di gestione dei diritti (80%) che per distribuire i proventi agli autori (10%), mentre il restante 10% va in tasse. L’AIB ha quindi presentato una richiesta di informazioni alla SIAE per meglio conoscere come siano impiegati i proventi del diritto d’autore in Italia.

L’impegno dell’AIB si muove attualmente su due piani distinti: da una parte si cerca il confronto istituzionale, dall’altra si promuove la sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso la campagna No al prestito a pagamento. La campagna coinvolge gli utenti delle biblioteche e gli autori tramite una raccolta di firme, che terminerà il 31 maggio per essere consegnata al Presidente della Commissione europea. Sul piano istituzionale l’AIB ha chiesto nel febbraio 2004 (lettera del febbraio2004) ed ottenuto l’apertura di un tavolo di concertazione istituzionale, al quale sono presenti l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), l’Unione italiana delle Province (UPI), le Regioni, i Ministeri (Beni Culturali, Università, Politiche comunitarie), la Conferenza italiana dei rettori (CRUI) e l’AIB, in rappresentanza delle associazioni professionali bibliotecarie. Su interessamento della Presidenza del Senato i lavori hanno preso avvio il 25 marzo scorso.

Tre le iniziative recenti è stata inoltre segnalata la giornata di studio sul prestito svoltasi presso il Senato il 4 maggio scorso.

 

 IAML Italia – 11. Convegno annuale, Bologna 7 maggio 2004

 

Fiorella Pomponi
Il manuale di catalogazione musicale                              

Il gruppo sulla catalogazione è nato in risposta alle esigenze emerse durante il corso di catalogazione organizzato dalla IAML- Italia a Brescia (17-20 aprile 2002). Per la redazione di una normativa specifica per i diversi tipi di materiali musicali sono stati costituiti quattro sottogruppi (documenti sonori, manoscritti, musica a stampa, libretti), mentre le norme sul titolo uniforme così come le intestazioni ai nomi nelle loro relazioni all’opera, all’espressione, alla manifestazione sono oggetto di studio da parte dellíintero gruppo.

All’inizio dei lavori il gruppo ha preso contatto nel marzo 2003 con la Commissione RICA per presentare il proprio programma e segnalare alcuni problemi che la catalogazione della musica comporta. La Commissione si è dimostrata molto disponibile a uno scambio di documentazione e ha richiesto al nostro gruppo alcuni esempi di titolo uniforme relativi alla musica e un glossario. Questo spiega perché i primi documenti preparati siano una bozza di norme per la redazione del titolo uniforme (che verrà discussa a Milano il 18 maggio) e un Glossario. 

I coordinatori dei sottogruppi hanno poi esposto un breve resoconto sull’attività svolta

Documenti sonori (Fiorella Pomponi).
Sulla falsariga dello standard ISBD è stata redatta una bozza di norme per la descrizione, la cui forma finale di presentazione sarà redatta in similitudine alla guida SBN per i materiali librari. Tra i temi discussi si segnalano:

  • la proposta di considerare editore della registrazione sonora l’etichetta discografica, come indicato da AACR2 ,e non la casa discografica detentrice dei diritti, come proposto da ISBD(NBM) e dalle norme francesi AFNOR.
  • il trattamento dei numeri identificativi (Etichetta discografica, ISWC; EAN; UPC) e della loro molteplicità
  • la definizione di unità bibliografica per le pubblicazioni in più entità, argomento in discussione anche a livello internazionale (IFLA Meeting of Experts on an International Cataloguing Code. Working Group 4: Multipart structures).
  • la scelta della fonte dell’informazione secondo quanto proposto da ISBD (fonte dell’informazione è il supporto a meno che il contenitore non presenti un titolo d’insieme assente sul documento) oppure secondo una regola pratica che utilizza il supporto per i documenti sonori singoli, e il contenitore per le pubblicazioni in più unità.

Musica a stampa (Marcoemilio Camera).
Il gruppo utilizza come base per il proprio lavoro lo standard ISBD (PM) con l’intento di arricchirne alquanto le esemplificazioni. La fusione della base dati Musica in Indice 2 ha posto in luce la necessità di adeguare alcune prassi adottate in passato per la musica stampa alle indicazioni esistenti per i materiali librari in SBN. In particolare occorre chiarire il trattamento delle edizioni e delle ristampe in relazione alle caratteristiche dell’editoria musicale. Se per i materiali librari un’edizione è rappresentata da una singola registrazione catalografica, in cui sono incluse le diverse ristampe di quell’edizione, in musica si pone il problema che le stesse lastre possono essere state utilizzate per stampare in un arco di tempo molto ampio e quindi si crea la necessità di distinguere i documenti appartenenti sì ad una stessa edizione ma a ristampe molto distanti tra loro nel tempo. Per altro l’indicazione di timbro a secco non differenziando propriamente diverse edizioni, non deve essere trascritta nell’area della pubblicazione.

Manoscritti musicali (MassimoGentili-Tedeschi)
La normativa di catalogazione dei manoscritti musicali al momento è legata alla creazione di uno standard proprio esemplato su ISBD, ad oggi assente. Base di partenza del gruppo di lavoro è l’analisi del formato ISBD (A) e la struttura dell’Indice 2 di SBN. La parte relativa alla descrizione del manoscritto sarà affrontata dopo la definizione del titolo convenzionale.

Libretti per musica (Tiziana Grande)
I libretti comportano un’elaborazione normativa autonoma rispetto alle altre tipologie di materiali musicali. Sebbene molte possano e debbano essere le riflessioni comuni con chi si sta occupando di manoscritti musicali, di edizioni musicali e di documenti sonori, non è possibile prescindere dalla considerazione che mentre questi materiali costituiscono realmente dei materiali speciali – che in quanto tali necessitano di apposite norme catalografiche – i libretti d’opera sono, di fatto, materiali librari in cui la parola scritta veicola un contenuto che è di speciale interesse per un particolare tipo di utenza.
        È questo il motivo per cui in SBN i libretti non prevedono un codice di designazione specifica del materiale [in Indice 2: tipo di record] – codice riservato solo ai materiali non librari – mentre, la particolare natura dei libretti certamente richiederebbe per essi l’inserimento di uno specifico codice di genere.
        Queste considerazioni, che potrebbero apparire banali, sono sollecitate dall’esperienza fatta col gruppo napoletano che, tra il 2000 e il 2001, ha catalogato gli oltre 9000 libretti del Conservatorio di musica «S.Pietro a Majella» e dalla constatazione del fatto che molti catalogatori, utilizzando il software SBN-Musica, sono stati portati a considerare i libretti come materiale speciale, a lamentare l’assenza di normative specifiche per essi, a riferirsi più alle norme di catalogazione musicale che a quelle esistenti per i libri, operando scelte catalografiche rispondenti più a istanze di carattere musicologico che biblioteconomico.
        Oggi, dopo aver catalogato oltre 10.000 libri antichi e moderni in SBN, il collega Mauro Amato, il gruppo di catalogatori napoletani ed io, siamo giunti a riconsiderare tutto il lavoro svolto in passato sui libretti, consapevoli di quanto un’attenta descrizione degli aspetti fisici e dei “dati di esemplare” di un libretto antico possa offrire, anche al musicologo, informazioni molto più utili del legame al nome dell’ultima delle maestranze citata in un libretto, o della compilazione del campo forma nel titolo uniforme di un libretto.
        Proprio il passaggio obbligatorio per una schermata strutturata di Titolo Uniforme concepita per i materiali musicali ha rappresentato l’elemento più fuorviante per chi ha catalogato libretti con la procedura SBN-Musica. Fin dalla scelta del titolo di ordinamento, il catalogatore è stato fortemente condizionato da quanto abituato a fare per i titoli uniformi dei documenti musicali. Spesso egli ha unificato sotto lo stesso titolo di ordinamento non solo libretti di una stessa opera in musica pubblicati con titoli, personaggi e testi più o meno profondamente modificati per motivi di censura o di rappresentazione, ma anche testi diversi relativi a versioni diverse di un’opera in musica, stravolgendo in tal modo quanto previsto dalle RICA e da SBN per i titoli uniformi dei libri.
        Una cosa è infatti unificare sotto lo stesso titolo uniforme due edizioni della Divina Commedia di Dante Alighieri pubblicate una col titolo La Divina Commedia e l’altra col titolo Terze Rime. Altra cosa è unificare sotto lo stesso titolo uniforme Fermo e Lucia con I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
        I legami Titolo-Titolo previsti da SBN consentono, peraltro, di garantire comunque tutti gli accessi utili all’individuazione di un’opera, accessi che è sempre opportuno evidenziare in una nota generale (“Prima versione del romanzo I Promessi Sposi” oppure “Libretto della versione napoletana dell’opera”).
        Oggi alla luce dell’evoluzione dell’Indice SBN, è più opportuno ragionare in termini non più di una base dati specialistica, com’era SBN-Musica, ma di una base dati integrata che consente, accanto al trattamento dei libri anche quello dei materiali speciali. È quindi sempre più necessario che il catalogatore non sottovaluti la particolare natura dei libretti, nati per la musica e per documentare le diverse esecuzioni/rappresentazioni di opere musicali, e che conosca approfonditamente i riferimenti normativi previsti per la catalogazione dei diversi materiali.
        Ciò che il gruppo di lavoro sui libretti intende innanzitutto elaborare è pertanto una Guida in cui siano definite chiaramente le particolari caratteristiche dei libretti per consentirne il riconoscimento (individuazione dell’unità bibliografica); siano definite le varie parti del libretto che necessitano di autonomo trattamento catalografico (individuazione dell’unità catalografica); sia proposta una normalizzazione dei dati oggi mancanti o che, omessi in altri tipi di materiali librari necessitano invece di rilevamento per i libretti; sia riprodotta un’ampia casistica di esempi accompagnata da uno schema a griglia che, area per area, riporti gli elementi da trascrivere e la forma in cui trascriverli, la citazione degli specifici riferimenti normativi, i possibili collegamenti (notizie e/o nomi) e le eventuali note.

Titolo uniforme (Fiorella Pomponi)
È stata analizzata la normativa a livello internazionale tenendo presente le norme anglosassoni AACR2, le norme francesi AFNOR, e le norme tedesche RAK-Musik. Da questa analisi è emersa la distanza esistente in alcuni casi tra le diverse tradizioni catalografiche nazionali. Ad esempio, nella tradizione tedesca la cantata Nr. 71 Gott ist mein König di Johann Sebastian Bach ha come titolo uniforme [Kantaten, BWV 71], mentre nella tradizione angloamericana il titolo uniforme è [Gott ist mein König].
    Per quanto riguarda la tradizione italiana è necessario definire all’interno della normativa il titolo uniforme, distinguendolo dal titolo convenzionale utilizzato nella base dati Musica nel quale sono confluiti in passato tanto il titolo uniforme quanto i campi strutturati per l’accesso ai documenti (strumenti, organico, forma musicale). Ad esempio si tratterà di identificare l’organico della composizione da indicare nel titolo uniforme, distinguendolo dai 4 campi di accesso strutturati utilizzati in base dati SBN (organico sintetico e analitico della composizione; organico sintetico e analitico dell’elaborazione). Sono stati oggetto di discussione anche i problemi inerenti la punteggiatura. Una bozza di testo è stata di recente sottoposta al commento dei componenti il gruppo e sarà analizzata in una riunione il 18 maggio prossimo.

A tal proposito F. Riva ha ricordato la necessità di coordinare la riflessione in corso al recente dibattito internazionale, dove la problematica del titolo uniforme è strettamente connessa allo scambio dei dati di autorità e alla costituzione di un Authority file virtuale internazionale (VIAF). A tal fine risulta prioritaria la discussione sulla struttura del titolo uniforme, alla quale l’Italia potrebbe portare un proprio contributo al prossimo convegno internazionale di Oslo.

 

 IAML Italia – 11. Convegno annuale, Bologna 7 maggio 2004

 

Licia Sirch
L’evoluzione del progetto IRMA per il censimento degli archivi musicali in Italia

Nell’ambito dello studio di fattibilità della partecipazione italiana ad IRMA, si è ritenuto necessario verificare le modalità con cui gli altri paesi partecipano al progetto. Occorre infatti definire se sia più confacente alle necessità della comunità italiana una partecipazione diretta al database di IRMA o se sia il caso di creare un database nazionale coordinato con il progetto internazionale. Si è così posto a confronto IRMA con il progetto Cecilia del branch inglese della IAML. Cecilia ha per scopo il censimento e la descrizione di tutte le collezioni di musica presenti in vari tipi di istituti e costituisce il punto di partenza per la collaborazione inglese ad IRMA. Il confronto ha messo in luce come Cecilia e IRMA abbiano gli stessi obiettivi ma si presentino in maniera diversa e usino metodologie diverse. IRMA si pone sulla scia dei repertori internazionali patrocinati dalla IAML e dalla SIM (RISM, RILM; RIPM), mentre Cecilia non si riferisce agli standard in maniera costante ma ha approntato uno schema per la raccolta dei dati (testando accuratamente il RSLP [Research Support Libraries Programme] Collection Level Description Schema nelle aree dei soggetti specifici), costituendo di fatto un piano superiore dell’informazione in cui confluiscono informazioni già esistenti e in cui dialogano sistemi diversi.

Sono stati presi contatti con Giancarlo Rostirolla che ha annunciato la pubblicazione a breve della nuova edizione di Biblioteche e archivi musicali italiani, una nuova mappa (Roma, 1993).

Nel corso della discussione è stato sottolineata la necessità che il progetto italiano connesso ad IRMA si concentri sul censimento delle fonti documentarie musicali di tipo archivistico. Massimo Gentili-Tedeschi ha fatto presente come il sito della IAML-Italia possa eventualmente ospitare una base-dati. Gianfranco Miscia ha fatto presente la possibilità di creare un database nazionale utilizzando la procedura Sesamo, promossa dal Ministero dei Beni culturali, nella versione predisposta per i censimenti (Nautilus).

 

 IAML Italia – 11. Convegno annuale, Bologna 7 maggio 2004

 

Antonio Caroccia
Il Coordinamento delle biblioteche, archivi, mediateche, musei e centri di documentazione musicale della Campania

Per recuperare, studiare, valorizzare e diffondere la cultura musicale di Napoli e della sua regione, nonché delle sue fonti documentarie, la Sezione Campania dell’AIB ha promosso e sostenuto la costituzione di un coordinamento, siglato da un protocollo d’intesa, tra i Conservatori della regione, la Biblioteca Nazionale e Universitaria di Napoli, il Teatro della canzone napoletana (Trianon) e il Consorzio di servizi culturali Mediateca 2000.

Il coordinamento denominato CampaniaMusica.doc si propone di:

  • censire il patrimonio musicale regionale;
  • creare un Opac musicale regionale e una biblioteca digitale musicale campana, integrata nelle iniziative nazionali e internazionali del settore;
  • realizzare sviluppi innovativi per gli utenti, come l’apertura e la gestione di aree di ascolto musicale per diverse tipologie di utenti; l’erogazione di servizi per l’utente remoto quali il reference on-line e il document delivery di documenti musicali, nel rispetto della normativa vigente sul diritto d’autore; la promozione di laboratori di produzione musicale;
  • sviluppare e valorizzare la professionalità nel settore, attraverso il rafforzamento e il sostegno delle iniziative associative nazionali per il riconoscimento giuridico della professione.

Come prima iniziativa il Coordinamento ha predisposto una scheda per il Censimento delle fonti musicali delle biblioteche della Campania con il fine di determinare l’esatta consistenza e le caratteristiche del patrimonio culturale musicale regionale.

Il coordinamento si è dotato di una lista di discussione raggiungibile all’indirizzo aib_campania_musica@yahoogroups.com e di una casella di posta elettronica <aib_campania_musica@yahoo.it>

© IAML Italia – 2004
ultimo aggiornamento: 14 settembre 2004

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